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CEM E ALZHEIMER
EMF AND ALZHEIMER

Visto l’argomento trattato, è bene segnalare che TUTTO è riconducibile a un Campo Elettromagnetico ribadendo i quattro argomenti scientifici che posti in relazione tra loro ne determinano la NOCIVITA’:

    1)  Quando un CEM ambientale, penetra (lo fa’ sempre) nel cemento armato (c.a) che forma la struttore di una abitazione o di qualsiasi altra costruzione (in c.a), incontra il tondino di ferro che le costituisce, induce in esso un CEM indotto B dato da B=µ x H ove µ=coefficiente di permeabilità assoluta, che nel caso del tondino di ferro puo’ raggiungere il valore di alcune migliaia, e H= valore del CEM inducente (quello ambientale assorbito).
Nello stesso modo, ogni nuovo CEM ambientale, induce nello stesso tondino di ferro immerso nel c.a , un ulteriore Campo Magnetico indotto (funzione della sua frequenza) che sommandosi a quelli indotti in precedenza, fa’ diventare sempre piu’ nocivo il campo magnetico indotto risultante, in modo tale che quando esso viene assorbito dal corpo umano e penetra nelle cellule della Persona che vi staziona o cammina sopra, si hanno casuali rotture di “catene molecolari” all’interno delle medesime, del corpo della Persona stessa, con sviluppo nel tempo di casuali malattie nel suo corpo, (croniche ma anche mortali o invalidanti).
2)  Il corpo di TUTTE le persone, è colpito DUE VOLTE dal CEM presente nell’ambiente.
A) La prima volta attraverso l’etere.
B) La seconda, qualora esistessero le condizioni Fisiche, assorbendo nelle cellule del suo corpo attraverso la superfice su cui staziona o cammina la persona.
In ambedue i casi vengono rotte sia pure casualmente, le “catene molecolari” presenti all’interno delle cellule del corpo della Persona colpita.
3)     E’ reale l’esistenza della proprietà SUSCETTIVA dei materiali ferromagnetici detta anche SUSCETTIVITA’ magnetica.

   4)     Tutti i corpi in movimento (anche se il corpo in movimento è quello di un atomo), possiedono una Energia data dalla formula di Albert Estein E=mc²

    5)     Ogni volta che un elettrone si sposta, che ciò avvenga attorno al nucleo del proprio atomo di appartenenza, o nello spazio o in un qualsiasi conduttore, origina un sia pur minimo Campo Magnetico.

Il morbo di Alzheimer è prevalente tra le persone anziane. Si nota un aumento rilevante di tale patologia, mentre l’età media in cui si manifestano i primi sintomi tende a diminuire. Quello che preoccupa è il fatto che sia la medicina ufficiale che la ricerca scientifica non abbiano ancora compreso quale ne sia la causa scatenante e non sia stata ancora elaborata una terapia  efficace.

Nel numero 28, del 19 giugno 2003, del settimanale l’Espresso, a pag. 181, Maria Serena Palieri scrisse un articolo dal titolo “Terapia verde”. In esso, si segnalava che l’architetto Patrizia Valla (www.patriziavalla.net), ristrutturando case di riposo riservate ad anziani affetti dal morbo di Alzheimer, si era accorta che la salute degli ammalati, dopo due mesi di permanenza nella casa di cura e in relazione alle ore di frequentazione del giardino della casa di cura, presentava dei miglioramenti,  sia a livello mentale che motorio, tanto che questo nuovo stato di benessere era percepito anche dagli stessi ricoverati. L’architetto attribuì il merito di questo miglioramento alla disposizione delle piante del giardino, all’utilizzo di fiori nella formazione di aiole dai colori e dai profumi opportuni ecc.. L’insieme di tali fattori, nel breve periodo di due mesi, portava (opinione sia dell’Architetto che degli ammalati) ad un parziale e sicuro recupero psicofisico. Senza nulla togliere alle proprietà curative della bellezza floreale dei giardini progettati dall’Architetto, è utile fare un’altra considerazione: è difficile che in un giardino ci siano CEM ambientali di valore tale da interferire (se assorbiti) con l’attività biologica delle cellule del corpo umano. Anzi, è più probabile che di essi non venga rilevata traccia e se tale condizione è prolungata nel tempo per almeno due mesi, considerando il grado di evoluzione raggiunto dal morbo di Alzheimer, si può assistere ad un miglioramento psicofisico delle persone affette da Alzheimer, tanto che costoro, pur di non abbandonare il giardino a cui attribuivano il loro benessere, cercavano di opporsi al ritorno alla vita nell’ambiente familiare, che, anche se pieno di affetto, veniva considerato ostile e nocivo per la salute! Anche in questo caso, come nell’ippoterapia (l’utilizzo del cavallo a scopo terapeutico), o l’uso della barca a vela, si conferma l’effetto benefico che ha il corpo umano nel vivere per un certo periodo in un ambiente privo di CEM ambientali.

Se   fosse   comprovata  (l’uso  del “se” è  per  cortesia)  la  relazione tra i CEM  ambientali e il  morbo  di  Alzheimer,  (naturalmente  l’effetto  nocivo  dei  CEM  ambientali  nei confronti  delle  cellule  Neuronali  del  cervello  e quelle originate dal Sistema Immunitario attraverso il midollo  osseo deve essere  persistente e prolungato negli anni), il periodo necessario per il recupero parziale e stabile della condizione  psico-fisica può variare rispetto ai  due mesi, indicati  dal  settimanale.  In  ogni caso penso che la relazione tra i CEM ambientali e il morbo di Alzheimer sia certa e che il periodo da trascorrere evitando o limitando l’azione nociva  dei  CEM  ambientali debba  essere  personalizzata. Il recupero della memoria e della motilità muscolare sarà difficilmente completo; sarà solo parziale e dipendente sostanzialmente dal livello di danneggiamento subito ad opera dei CEM ambientali. La persona è stata colpita a sua insaputa, poiché un CEM ambientale non si vede e non si tocca. La rottura delle catene molecolari all’interno delle cellule è irreversibile,  mentre  è  possibile  recuperare il danno arrecato ai collegamenti tra le cellule neuronali. E’ impossibile prevedere e calcolare il deterioramento che si concretizza all’interno delle cellule che  formano il cervello  (con  la  rottura  progressiva nel tempo di un numero sempre maggiore di catene molecolari,  o  il  danneggiamento delle connessioni esistenti tra le numerose cellule), ad opera  dei CEM ambientali (assorbiti dalla persona dal pavimento o dal terreno su cui si staziona o cammina). Rifacendosi   alla   proprietà  SUSCETTIVA  dei  materiali  ferromagnetici,  alla  formula  di Einstein  E = mc2  si  può  solo ipotizzare che quando un CEM ambientale assorbito dal corpo  umano,  penetra all’interno delle cellule Neuronali che formano il cervello,  origini in esse, col tempo,  la lenta e progressiva rottura di qualsiasi tipo di catena molecolare (Geni,   Enzimi,   Proteine   ecc.)   e   questa   condizione   provochi  in  definitiva  la  morte di un numero sempre maggiore cellule. Poiché le cellule del cervello non si riproducono, la loro morte progressiva causa due tipi di danneggiamenti:

1)     Una interruzione dei collegamenti tra le varie cellule del cervello in modo tale che i piccoli segnali elettrici che esse si scambiano, permettendo una regolare attività funzionale di ricordo e elaborazione dei ragionamenti cerebrali, non possa più avvenire (o avvenga con difficoltà crescente).

2)     Un danneggiamento fisico all’interno delle cellule cerebrali detentrici del ricordo con una probabile alterazione funzionale e possibile morte delle stesse, con perdita in questo caso di quanto in esse memorizzato.

L’età  media  delle  persone  affette dal morbo di  Alzheimer si sta progressivamente abbassando  mentre  il  loro  numero  è  in  progressivo e costante  aumento  a  causa della sempre maggiore quantità di CEM “artificiali” presenti nell’ambiente in cui viviamo; occorre prendere  atto  che  il loro valore assoluto, la loro frequenza, e il loro numero, è in costante e progressivo aumento.

E’ quantomeno  discutibile  l’affermare che il numero di persone malate di morbo  di Alzheimer  sia aumentato perché sono migliorate le tecniche di diagnosi della patologia: sicuramente  il  miglioramento  della  diagnosi  c’è  stato  ma  la realtà è un'altra, perché la causa della patologia sono i CEM ambientali!

ATTENZIONE:  perché ricordiamo molto facilmente gli episodi della nostra infanzia e in età più o meno avanzata a volte non ricordiamo quello che abbiamo fatto 20 minuti prima?
Il motivo è semplice: nella prima infanzia, i ricordi sono memorizzati dalla parte più interna del cervello. Essa è anche l’ultima ad essere danneggiata dal CEM ambientale. Invecchiando, i ricordi vengono immagazzinati in parti sempre più esterne del cervello, che vengono colpite e danneggiate per prime dai CEM ambientali, con i loro effetti dannosi. Il premio Nobel Rita Levi Montalcini ha dimostrato  che  le  cellule  del  cervello  non  si riproducono (non è certo che una minima parte non si riproduca), e, quando muoiono, il ricordo memorizzato va perso.

I miglioramenti psicofisici negli ammalati di Alzheimer ricoverati nella casa  di  riposo  di Quattro  Castella (Reggio Emilia) sono stati confermati dall’Unità di Valutazione Geriatrica di Reggio Emilia, che ha registrato un recupero di funzioni primarie, quali la capacità di nutrirsi, andare in bagno senza aiuto e una regolarizzazione del  ciclo  sonno-veglia. Inoltre, mentre si presume che un ammalato stia meglio in casa propria, alla fine del periodo di ricovero di “sollievo” (per i familiari), i pazienti non volevano tornare in abitazioni che gli ammalati sentivano più insicure dell’Istituto in cui erano stati ricoverati.
Personalmente  vorrei  ricordare  il  mio  caso  di  Alzheimer dovuto ad un eccesso di CEM ambientali presenti nell’alloggio in cui vivo, captati dal pavimento e penetrati nel mio corpo.

Anni fa, all’incirca nel 2005 (a quell’epoca mi era già stata diagnosticata la Sclerosi Multipla, ero diventato invalido al 100%, passavo 20-22 ore al giorno immobile nel letto), mi accorsi che in quelle condizioni i primi sintomi del morbo di Alzheimer si stavano impadronendo della mia mente. Capivo tutto ciò che mi veniva detto, ma avevo difficoltà nel rispondere, mi ritrovavo a “balbettare” e non riuscivo a ricordare il termine esatto per il concetto che cercavo di esprimere: quello che mi preoccupava maggiormente, era il fatto che, inizialmente, mi rendevo conto che le mie frasi, talvolta, non coincidevano con quello che volevo esprimere. Nei rari momenti di lucidità, cercavo di capire il motivo di questo inspiegabile peggioramento delle facoltà mentali, accompagnato da aritmia cardiaca e difficoltà respiratorie (le difficoltà motorie le avevo per la sclerosi).

Decisi di sostituire il letto in metallo con uno avente la completa struttura in legno (anche le basi di appoggio al pavimento); inizialmente cambiai il materasso a molle con uno in lana e successivamente lo sostituii con uno in lattice a “memoria di forma”, schermando il letto come indicato nell’apposito paragrafo “Come schermare il letto” del sito www.cemartificiali.com, utilizzando dapprima due lamiere di piombo (formavano un quadrato di 20 cm. di lato opportunamente avvolte con nastro adesivo di quello utilizzato per sigillare i pacchi, onde evitare che il piombo sublimasse), e ponendole tra il pavimento e ogni zampa del letto. Con questo semplice accorgimento, mi accorsi che sia la mia condizione di salute mentale che quella fisica, sia pur parzialmente miglioravano lentamente tanto che, dopo circa un anno, le difficoltà respiratorie diminuirono, i problemi di debolezza cardiaca (associato a rari momenti di aritmia cardiaca), unitamente alla capacità di ricordare immediatamente le parole, di ragionare e esprimere i concetti, era leggermente migliorata.

Occorre segnalare che il danno subito dalle cellule del cervello ad opera dei CEM ambientali penetrati nel corpo, era ormai irreversibile poiché quelle morte (forse anche nelle sinapsi di collegamento tra le varie cellule) e le rotture casuali di catene molecolari al loro interno non erano ripristinabili attraverso le medicine. Era recuperabile il danno che i CEM ambientali avevano causato al Sistema Immunitario, anche con un conseguente miglioramento del funzionamento del cervello, in modo parziale, ma sufficiente e forse soddisfacente.
Visti i risultati raggiunti, decisi di migliorare ulteriormente la schermatura del letto portando il numero delle lamiere di piombo a quattro e sovrapponendo a esse una lamiera di alluminio e uno strato di gomma spesso 1 mm. Devo segnalare che con questo tipo di schermatura, stazionando 22 ore al giorno sul letto, (scendo solo per mangiare o per scrivere poco al PC portatile che ho acquistato con tecnologia SSD che prevede l’hard disk solido e non rotante) anche alcuni sintomi della Sclerosi Multipla sono in via di regressione.

Sarebbe utile che scienziati esperti segnalassero all’Unità di valutazione Geriatrica di Reggio Emilia, che il morbo di Alzheimer (come dimostrato dal miglioramento della patologia riscontrata  nei pazienti ricoverati per due mesi nella struttura di Quattro Castella, che, probabilmente, non è soggetta a molti CEM) dipende dall’azione nociva e prolungata dei CEM ambientali nei confronti delle cellule del corpo umano.

Poiché non tutte le persone con morbo di Alzheimer, (in Italia sono circa 700.000-800.000) possono essere ricoverate in detta struttura, un rimedio alternativo (con risultati che mi auguro analoghi o simili), potrebbe essere quello di un soggiorno al mare su una spiaggia sabbiosa perché in quel luogo i CEM ambientali sono inesistenti! La strada per arrivarci, magari no!

Mogno Gian Pietro

T O R I N O

gianpietromogno@gmail.com